PATERSON
di Marco Longo
Salutato come inno alla bellezza delle piccole cose, l’ultimo film di Jim Jarmusch è abitato al contrario da fantasmi incapaci di vivere: un’ambiguità preziosa che non sembra però scampare le etichette normalizzanti del pubblico.
IL CLIENTE
di Mario Blaconà
Asghar Farhadi torna a raccontare un Iran carico di contraddizioni e ferite nascoste, concentrandosi ancora sulle differenze culturali e di censo che in una città complessa come Teheran sono oggi quanto mai vivide e presenti.
AMORE E INGANNI
di Giulia Longo
Il nuovo film di Whit Stillman adatta Jane Austen e omaggia l'ironia della sua scrittura, costruendo una raffica di fulminei botta e risposta che, con arguzia, rilanciano la critica della società e dei suoi tabù.
I CORMORANI
di Alberto Diana
Mostrando due ragazzi sospesi tra infanzia e adolescenza, l'opera prima di Fabio Bobbio non si inerpica sui sentieri del Bildungsroman, anteponendo alla narrazione le piccole mutazioni che abitano lo scorrere del tempo.
NOCTURNAL ANIMALS
di Giuseppe Canonico
Premiato al Festival di Venezia, il film di Tom Ford estende a più piani narrativi una riflessione sul rapporto tra arte, senso di colpa e relazioni, ma non si sottrae al calligrafismo estetizzante del suo approccio al cinema.
FAI BEI SOGNI
di Marco Longo
Libero adattamento del romanzo autobiografico di Massimo Gramellini, l'ultimo film di Bellocchio riflette sul rapporto irrisolto con la verità, processandolo entro la prospettiva non di un singolo, ma di un intero Paese.
LA RAGAZZA SENZA NOME
di Daniela Persico
Nella loro opera meno compatta, sorta di anti La Promesse, i fratelli Dardenne raccontano il grado zero del rapporto con l'altro e la necessità di colmare una distanza per ricostruire una relazione perduta.
NERUDA
di Francesca Monti
Larraín compie un passo indietro nel tempo, verso le radici profonde del senso di annichilimento prodotto dalla dittatura cilena, rilanciando la questione politica a partire dalla dimensione artistica.
FRANTZ
di Emanuele Sacchi
Il film di Ozon assorbe nobili influenze ma ne rifugge una rappresentazione postmoderna, scegliendo l’inganno, il ratto, l’usucapione cinematografica. Trova così la propria identità e il proprio senso.
ARRIVAL
di Lorenzo Pedrazzi
Il nuovo film di Denis Villeneuve si confronta con la fantascienza, immaginando un incontro con gli alieni che avviene attraverso lo scambio di conoscenze sul linguaggio. Presentato in concorso a Venezia 73.
MA LOUTE
di Gabriele Gimmelli
Dumont trova nella farsa la forma più congeniale per raccontare una volta di più la paralisi di una società che, per quanto appaia assurda e delirante, risulta dopotutto impermeabile a qualsiasi cambiamento.
I, DANIEL BLAKE
di Emanuele Tealdi
A dieci anni di distanza da Il vento che accarezza l'erba, Ken Loach si aggiudica nuovamente la Palma d'Oro a Cannes, ma il suo cinema è ormai di maniera, buono per indignarsi la domenica pomeriggio.
LO AND BEHOLD - INTERNET: IL FUTURO È OGGI
di Silvia Nugara, Claudio Panella
Werner Herzog: apocalittico o integrato? Opera di ricognizione sul digitale e il mondo del web in dieci capitoli, è l’ultima di una lunga serie dedicata ai sogni dell’umanità e agli uomini come sognatori.
TRAIN TO BUSAN
di Emanuele Sacchi
Quali sono le ragioni dell'incredibile successo di uno zombie movie record di incassi in patria (e non solo) che, manifestamente, non fa nient'altro che aderire a un sottogenere, senza mai metterlo in discussione?
QUANDO HAI 17 ANNI
di Emanuele Tealdi
Téchiné è stato autore di pellicole di sottile tessitura filmica, ma la sua ultima opera non convince: schematica e stereotipata nel raccontare il conflitto d'amore tra due ragazzi di differente estrazione sociale.
CAFÉ SOCIETY
di Elisa Cuter
Film d’apertura all’ultimo Festival di Cannes, l’ennesima ricognizione di Woody Allen dell’immaginario americano anni ’30 si risolve in una banale storia d’amore su uno sfondo storico ormai privo di approfondimento.
MICROBO & GASOLINA
di Luigi Cabras
L’ultimo film di Michel Gondry è una tenera rivisitazione, al solito virata su tinte surreali, dell’istante di vita che anticipa l’adolescenza senza essere più infanzia, in cui fantastico e reale sono un tutt’uno.
L'EFFETTO ACQUATICO
di Giuseppe Paternò di Raddusa
Film postumo della regista Sólveig Anspach, la commedia perde la rotta proprio nel tornare a Reykjavík e resta imbrigliato in una ripetitività di gag deboli e in un ritratto estremamente semplicistico dei personaggi.