AH! C’EST MOI!? IL CINEMA-SPECCHIO DI FRANÇOISE ROMAND
di Silvia Nugara
Come una Zazie, Françoise Romand semina scompiglio prendendosi gioco delle frontiere tra documentario e finzione, sperimentando forme di messa in scena che interrogano i limiti tra verità e verosimiglianza.
ELOGIO DELLA SINGOLARITÀ
di Pietro Renda
Libertà è il termine che meglio descrive il cinema di Rozier: una libertà ostinata, così vitale da sembrare autosufficiente e, al contempo, così fragile da lasciar presagire l'incertezza del futuro.
LE MILLE E UNA TESTIMONIANZA
di Jacopo Favi
L'uscita del cofanetto Shoah and Four Films After Shoah ci ricorda quanto Lanzmann senta ancora la necessità di insistere nella mappatura dell'evento che più di tutti segna la zona d'indifferenza tra l'umano e l'inumano.
EMIGRANTI IN UNA NUOVA TERRA
di Giuseppe Fidotta
Il realismo di The Emigrants e di The New Land, dittico di Jan Troell, prova le capacità espressive del cinema di coniugare l’introspezione e la critica sociale, l’effimero e l’epocale, il quotidiano e la Storia.
FIGURE DI GUERRA
di Nicolò Vigna
Il cinema di Sylvain George tenta da sempre di cogliere un divenire non lineare, strettamente connesso all'azione, alle mutazioni e al cambiamento. Ogni tentativo di rappresentazione di una storia è falso.