LITTLE SISTER
di Matteo Fumagalli
L'ultimo film del giapponese Koreeda è elegante, meditativo e preciso nel raccontare l’ingresso in famiglia di una sorellina acquisita, ma mancano lo scarto e la sintesi che caratterizzano le opere migliori del regista.
THE VISIT
di Federico Pagello
Incursione nel sottogenere del found footage horror da parte di Shyamalan che sposta l’attenzione dal gioco sul fuori campo verso il cuore del suo stile, fondato sulla dialettica tra visibile e invisibile all’interno dell’inquadratura.
PER AMOR VOSTRO
di Marco Grosoli
A quasi vent’anni da Giro di lune tra terra e mare, il sorprendente ritorno di Giuseppe Gaudino nel lungometraggio di finzione: un problematico ritratto femminile e un cinema alle prese con il superamento dei propri limiti.
SANGUE DEL MIO SANGUE
di Marco Longo
Con un'opera all'insegna della libertà e del gioco, Marco Bellocchio inneggia alle ragioni di chi insegue il desiderio e la vita: nella discontinuità che non siamo disposti ad ammettere risiede il senso di un cinema a venire.
NON ESSERE CATTIVO
di Giuseppe Canonico
Scomparso a montaggio ultimato, Claudio Caligari rinnova con partecipazione l’indagine della tossicodipendenza di borgata, dotando di afflato quasi epico la fratellanza e il doloroso destino dei suoi personaggi.
THE LOBSTER
di Jacopo Favi
Nel suo nuovo film, Yorgos Lanthimos si confronta con un mondo senza distanze, affidando a un conformista disfunzionale il compito di rifuggire l’inesorabile inquadramento all’interno del sistema.
LE RICETTE DELLA SIGNORA TOKU
di Matteo Fumagalli
L’intero cinema di Naomi Kawase ruota attorno a delicati equilibri, abbracci che si ripetono ciclicamente ma sempre riletti secondo ottiche nuove: amore e abbandono, tradizione e modernità, genitori e figli, pubblico e privato.
EDEN
di Francesca Monti
Come per la sospensione tra euforia e malinconia che riassume il suono del French touch, il film di Mia Hansen-Løve indaga lo spazio di elaborazione tra la fiaba di un eterno presente e la palingenesi che apre al futuro.
QUEEN OF EARTH
di Emanuele Sacchi
Tra Bergman e la New Hollywood, il nuovo film di Alex Ross Perry rinnova l'indagine senza ritorno negli oscuri meandri della psiche. Al suo servizio, le ottime prove di Elisabeth Moss e Katherine Waterston.
ARIANNA
di Luigi Cabras
Il promettente esordio nel lungometraggio di Carlo Lavagna: un film di attese e mutazioni, di scoperte e rivelazioni, come quella del talento pulsante della sua giovane protagonista, Ondina Quadri.
ABACUC
di Gabriele Gimmelli
Il film di Luca Ferri sfugge a griglie interpretative troppo strette. Conviene piuttosto lasciarsi andare al suo fascino “primitivo”, all'incanto di una regia che sembra dimenticarsi di un oltre un secolo di storia del cinema.
TAXI TEHERAN
di Silvia Nugara
Orso d'Oro a Berlino 2015, il film di Jafar Panahi è l'ennesimo capitolo di un corpo a corpo con i dettami della repressione: un taxi si apre alla realtà della società iraniana, il cinema rinnova il proprio impegno di libertà.
CRIMSON PEAK
di Lorenzo Pedrazzi
Omaggio definitivo di Del Toro ai suoi numi cinematografici e narrativi: un film piacevolmente anacronistico – seppure non del tutto riuscito – rispetto alle attuali tendenze di Hollywood in materia di spettri e case infestate.
RITORNO ALLA VITA
di Stefano Murgia
Il ritorno di Wenders al cinema di finzione propone un uso empatico del 3D e dei movimenti di macchina, ma l’intimità coi soggetti non sempre corrisponde all’esplorazione profonda della tragedia di cui sono protagonisti.
SICARIO
di Emanuele Tealdi
Nel thriller di Denis Villeneuve, a regnare incontrastato è il primato dello spazio: il confine tra Messico e Stati Uniti diviene così il teatro di una storia senza redenzione, senza giustizia e, soprattutto, senza fine.
LIFE
di Matteo Fumagalli
Il film del regista olandese Anton Corbijn, dedicato al rapporto tra l'icona James Dean e il fotografo Dennis Stock, patisce tutti i limiti di uno sguardo raggelato ed estetizzante, incapace di soffiare vita sui personaggi.
INSIDE OUT
di Edoardo Becattini
Un successo (quasi) unanime per il nuovo lungometraggio targato Pixar: merito di Pete Docter e Ronnie Del Carmen, che sondando le potenzialità dello storytelling tradizionale hanno raccontato le emozioni attraverso le emozioni.
DOVE ERAVAMO RIMASTI
di Giuseppe Paternò di Raddusa
Complici i limiti di sceneggiatura e una diva prossima alla maniera, il film di Jonathan Demme cede alla tentazione del consenso unanime e si rivela il modesto contraltare del virtuoso Rachel sta per sposarsi.