IL FASCINO DISCRETO DEI FILM CHE NON POSSIAMO VEDERE
di David Thomson
Memorie e frammenti rappresentano il sistema nervoso del cinema. Può darsi però che il miglior modo per preservare la cultura cinematografica sia assicurarsi che almeno qualche grande film rimanga non visto?
APPUNTI PER UNA FINE DELLA STORIA
di Andrea Lavagnini
Con Une jeunesse allemande, Jean-Gabriel Periot evoca gli spiriti inesausti di un mondo in lotta: Andreas Baader, Ulrike Meinhof, Gudrun Ensslin, Horst Mahler e gli altri giovani pensatori dell'impossibile.
QUANTO DISTA L'INIMMAGINABILE?
di Clio Nicastro
Retrospettiva dedicata dall’Arsenal di Berlino a uno dei maggiori registi austriaci contemporanei, Nikolaus Geyrhalter, che fa dell’improbabile la materia della sua esplorazione cinematografica.
CHANTAL AKERMAN: A RITROSO
di Carlo Chatrian
Il direttore del Festival del Film di Locarno ricorda Chantal Akerman a partire dal suo ultimo film, No Home Movie, un'opera lucida e dolente su un mondo senza distanze e sulle immagini della fine del cinema.
JE, TU, IL, ELLE (1974)
di Chantal Akerman
Primo lungometraggio della regista scomparsa, qui anche protagonista. La fuga di una ragazza dalle convenzioni sociali compiuta con l'urgenza di un “urlo di un tempo soffocato per partecipare al gioco sociale”.
JEANNE DIELMAN, 23, QUAI DE COMMERCE, 1080 BRUXELLES (1976)
di Chantal Akerman
Il film che ha reso celebre Chantal Akerman è una riflessione sui limiti del realismo cinematografico. I gesti quotidiani di una casalinga costruiscono una narrazione tesa e opaca che si scolpisce nella mente.