MI FA PIACERE SENTIRE CHE LE COSE VI VANNO BENE
di Gabriele Gimmelli
Nell'ultimo capitolo della sua originale “Trilogia”, Roy Andersson mette sotto vetro l'Homo Sapiens: indifferenza, avidità, cinismo. Nessuna speranza dunque? Sì, se si sa dove guardare... Leone d'Oro a Venezia 71.
SEIDL: THE BASEMENT TAPES
di Daniela Persico, Alessandro Stellino
Intervista al regista austriaco in occasione della presentazione a Venezia del suo nuovo film, Im Keller. Un viaggio grottesco nel rimosso di un popolo e nei luoghi oscuri dell'uomo qualunque.
UTOPIA RINNEGATA
di Francesca Monti
Con Red Amnesia, in concorso a Venezia 71, Wang Xiaoshuai porta a compimento una trilogia sulle conseguenze psicologiche del progetto di decentramento produttivo maoista chiamato Terzo Fronte.
CARNE DA MACELLO
di Giampiero Raganelli
Tsukamoto adatta il romanzo pacifista Ōoka Shōhei trasformandolo in un horror a sfondo bellico in cui si perde ogni barlume di umanità e i soldati in guerra sono solo pedine pronte per il tritacarne.
VIAGGIO AI CONFINI DEL CINEMA
di Andrea Lavagnini
Jauja di Lisandro Alonso non è solo l'odissea disperata del capitano Gunnar Dinesen alla ricerca della figlia ma anche il tentativo impossibile di modificare radicalmente la struttura del racconto cinematografico.
IL FASCINO IMPERFETTO DEL BAROCCO. PAROLA A EUGÈNE GREEN
di Francesca Monti
Intervista al regista di La Sapienza, un Viaggio in Italia aggiornato ai nostri tempi, in cui la fascinazione per Borromini offre la strada verso la comprensione di se stessi e della possibilità di rigenerarsi come coppia
FANTASMI DAL CREPUSCOLO DEL REALE
di Giulio Sangiorgio
Vecchiali adatta Le notti bianche esasperando il dialogo come dispositivo dostoevskijano non solo di scandaglio interiore, ma anche e soprattutto di autofiction al lavoro e romanzesca alienazione.
JÀ VISTO, JAMAIS VISTO
di Giona A. Nazzaro
Kommunisten di Straub è mosso dal desiderio di dare forma al mondo, raccontandolo non attraverso la presunta neutralità delle immagini di repertorio ma tentando di fare del proprio archivio un’altra memoria.
I LIMITI DELLA SCENA E IL FUORICAMPO DEL CINEMA
di Daniela Persico
Ragionando sulla relazione tra rappresentazione teatrale e messa in scena cinematografica, il giovane regista argentino Matias Piñeiro conduce un sofisticato gioco di seduzione e inganno.
COPACABANA MON AMOUR (1970)
di Rogério Sganzerla
Una delle opere più folli della storia del cinema, realizzata da uno dei maggiori esponenti del Cinema Marginal brasiliano, presentato in versione restaurata all'ultimo Festival del Film di Locarno.