IL DANDYSMO DELLA MANCANZA DI GUSTO, O DEL CONSENSO
di Giona A. Nazzaro
Il critico portatore di consenso esibisce la propria limitatezza di gusto come una sorta di sofferta maturità estetica: analizza il film al contrario, a partire dalle sue presunte limitazioni e non per le sfide di cui si fa latore.
COPIA CONFORME
di Leah Churner
La cinefilia è alfabetismo cinematografico: essere capaci di guardare e di leggere la storia del cinema. Ma in un'epoca contrassegnata da tesi revisioniste, l'oggetto specifico di questo culto sta scomparendo.
STRAIGHT TO DVD (PLAYER)
di Brad Stevens
Un tempo la definizione "straight to video" aveva a che fare con opere cinematografiche troppo eccentriche per il pubblico mainstream. Poi, con il passaggio dal vhs al dvd, qualcosa è cambiato...
SITUAZIONE CRITICA
di Mark Cousins
Ogni festival, ogni rivista, ogni università si domanda “Quale è il futuro della critica cinematografica nell’era di Internet?”. Per l'autore di The Story of Film si tratta di una rivoluzione sopravvalutata.
DEVOTION: A FILM ABOUT OGAWA PRODUCTIONS (2000)
di Barbara Hammer
Il film della regista sperimentale dedicato al collettivo militante sorto intorno alla figura di Ogawa Shinsuke. Un canto d'amore nei confronti di un modo di fare cinema unico e inimitabile.
LOS ANGELES PLAYS ITSELF (2003)
di Thom Andersen
Un video-saggio prismatico che racconta Los Angeles attraverso gli innumerevoli fil di cui è stata protagonista, dai tempi del muto a oggi. Un viaggio dai toni noir, da Detour a LA Confidential, e oltre.
SEDMIKRÁSKI (Le Margheritine, 1966)
di Věra Chytilová
Addio all'eclettica regista ceca, madrina della Nová vlna. La ricordiamo con il suo film più folle e giustamente celebre: un irriverente inno slapstick alla follia della vita e alla sua caducità.
LES STATUES MEURENT AUSSI (1953)
di Chris Marker, Alain Resnais
Realizzato nel 1953 e subito censurato, questo film di mezz'ora trasforma un evocativo documentario etnografico sull'arte africana in un acuto pamphlet contro il colonialismo culturale e commerciale degli europei.
TOUTE LA MÉMOIRE DU MONDE (1956)
di Alain Resnais
Un viaggio negli spazi labirintici della Bibliothèque Nationale. Dalle cantine alle soffitte, attraverso lunghe carrellate, lo spettatore esplora tutti i segreti dell'edificio, custode della memoria culturale dell'umanità.