CANNES 65: MON AMOUR, MA MORT
di Daniela Persico e Alessandro Stellino
Un'edizione all'insegna della tradizione: poche le sorprese, numerose le delusioni, in un concorso dominato da un atteggiamento senile nei confronti di una società preda della paranoia e dell'ossessione.
CANNES 65: SPETTRI DEL MEKONG
di Francesco Boille
Dopo la recente vittoria, Apichatpong Weerasethakul presenta fuori concorso Mekong Hotel: documentario, film di fantasmi, work in progress? Poco importa per un cineasta che sa tingere d'incanto il semplice naturalismo.
CANNES 65: CON TUTTO L'AMORE CHE UNO SGUARDO PUÒ DONARE
di Giona A. Nazzaro
Giunto al suo terzo film, il giovanissimo Xavier Dolan convince anche i più scettici. Il vitale e dolente Laurence Anyways è uno dei film più sorprendenti visti in Un certain regard quest'anno a Cannes.
CANNES 65: FOLLIA PRIVATA
di Daniela Persico
Relegato in Un certain regard, A Perdre la raison di Joachim Lafosse è una tragedia dei nostri giorni, che denuncia una società macchiata dal colonialismo e succube della mercificazione. Con un'intesa Medea/Emilie Dequenne.
CANNES 65: LIBERI DAI FANTASMI DELLA DITTATURA
di Roberto Manassero
Dopo Tony Manero e Post Mortem, Larrain mette tutti d'accordo con l'ultimo capitolo della trilogia sulla dittatura cilena: il referendum per deporre Pinochet in un film dal calibrato rigore stilistico.
CANNES 65: FAVOLE DELLA RICOSTRUZIONE
di Federico Pedroni
Beasts of the Southern Wild di Benh Zeitlin: dopo aver trionfato al Sundance conquista anche il pubblico di Cannes. Il post Katrina nello sguardo e nel racconto di una ragazzina che non conosce il concetto di resa.
CANNES 65: SE GLI AUTOBUS POTESSERO PARLARE
di Roberto Manassero
Girato per intero a bordo di un autobus, The We and the I di Michel Gondry sorprende per freschezza e ritmo. Una caleidoscopica commedia umana di volti e sentimenti che racconta l'adolescenza con tenerezza e partecipazione.
CANNES 65: L'UOMO CHE (NON) VOLEVA MORIRE
di Giampiero Raganelli
11.25: The Day Mishima Chose His Own Fate di Wakamatsu Kōji è la seconda parte di un ideale dittico cominciato da United Red Army sul tentato colpo di stato dello scrittore e il suo successivo suicidio.
CANNES 65: NON È UN FILM PER GIOVANI
di Francesco Boille
Vincitore della Palma d'Oro, Amour di Haneke è un film lontano dall'estetica sovraccarica amata dai giovani cinefili. Proprio nel potente fuoricampo risiede la forza narrativa dell'angoscia che ci attanaglia.
IL PASSATO NON È MAI MORTO E NON È NEMMENO MAI PASSATO
di Mariella Lazzarin
Il Manifesto di Oberhausen compie cinquant'anni: in un'epoca lontana dallo spirito che lo ha animato, si ritorna su un testo fondamentale per la storia del cinema e le sue trasformazioni. Segnale di un bisogno di confronto, forse smarrito.
FEF 14 : IL DECENNIO NERO DELLA COREA
di Stefano Locati
Al Far East Festival ci si concentra sugli anni Settanta, un momento storico sanguinario che vede crollare l'industria cinematografica locale. I residui o i nuovi inizi sono portatori di un cinema onnivoro e spregiudicato.
IL MANICOMIO - LIA (1977)
di Alberto Grifi
All'interno della rassegna "A nous la vie", organizzata da Federico Rossin al Cinema du Reel di Parigi, due film indipendenti sul valore politico della parola. Filmato durante un convegno di antipschiatria a Milano.
PROCESSO PER STUPRO (1978)
di Collettivo femminista di cinema
La versione integrale del primo processo per stupro trasmesso dalla TV italiana. Seguito da oltre 3 milioni di spettatori, ha segnato la storia culturale del nostro Paese, portandone allo scoperto l'arretratezza.